Diritto Penale Militare

Il diritto penale militare costituisce una species del diritto penale ed è dato dall’insieme delle norme penali militari che, pur complementari al diritto penale, costituiscono un corpus di norme di diritto sostanziale e di diritto processuale militare, fondato principalmente sul codice penale militare di pace.

Esso costituisce l’ossatura del diritto penale militare e contiene tutte le disposizioni da applicare al diritto penale militare in sostituzione degli istituti penali ordinari. In esso, oltre ai reati militari, troviamo la disciplina delle pene militari, delle cause di giustificazione militari, nonché norme processuali applicabili nella giurisdizione militare.

Oltre al codice penale militare di pace, esiste anche un codice penale militare di guerra che è speciale rispetto a quello di pace, a sua volta speciale rispetto al codice penale ordinario.

Contrariamente a quanto generalmente ritenuto, il diritto penale militare non riguarda esclusivamente i militari, ma chiunque. Esistono infatti reati militari che possono essere commessi da chiunque, anche da soggetto del tutto estraneo all’ambiente militare. Inoltre il reato militare, se commesso da un militare è soggetto alla giurisdizione penale militare, se commesso da un non militare sarà conosciuto e giudicato dalla giurisdizione penale ordinaria.

La Costituzione, infatti, sancisce che i Tribunali militari, in tempo di pace hanno giurisdizione per i soli reati militari commessi dagli appartenenti alle Forze armate, dove per appartenenti alle Forze armate deve intendersi non genericamente ogni militare, ma solo quelli in servizio attivo. Sono quindi esclusi dall’assoggettamento alla giurisdizione militare, ad esempio, i militari in congedo non assoluto, pur rimanendo costoro assoggettati al potere dell’Amministrazione militare che, attraverso i richiami per addestramento e/o per mobilitazione, possono in ogni momento rincorporarli.

Il diritto penale militare si distingue anche in diritto penale militare di pace e diritto penale militare di guerra. il primo è regolato dal codice penale militare di pace, l’altro dal codice penale militare di guerra.

Non si pensi, però, che la distinzione sia determinata dalla situazione di pace o di guerra in cui ci si trovi al momento della commissione del fatto.

Infatti il codice penale militare di guerra prevede la sua applicazione anche in alcune situazioni che prescindono dall’effettiva esistenza di una guerra o una situazione conflittuale con altri Stati.

Nel passato, più volte è stato applicato il codice penale militare di guerra pur in assenza di un conflitto. Si pensi alla prima missione delle Forze armate italiane in Libano, ove il solo fatto che il contingente in missione all’estero avesse lasciato il territorio nazionale, aveva determinato, ai sensi dell’art. 9 c.p.m.g.,  l’applicazione del codice penale militare di guerra senza che né i politici (che avevano deciso e finanziato la missione), né i militari (che l’hanno eseguita) si fossero accorti della cosa. Nessuno, infatti, aveva fatto attenzione all’art. 9 predetto che, prima della modifica intervenuta con la legge 31 gennaio 2002 n. 6, disponeva: <<Sono soggetti alla legge penale militare di guerra, ancorché in tempo di pace, i corpi di spedizione all’estero per operazioni militari, dal momento in cui si inizia il passaggio dei confini dello Stato e, se trattasi di spedizione oltremare, dal momento in cui s’inizia l’imbarco del corpo di spedizione. Per gli equipaggi delle navi militari o degli aeromobili militari, la soggezione alla legge penale militare di guerra ha inizio dal momento in cui è ad essi comunicata la destinazione alla spedizione>>.  Attenzione che, invece, è stata fatta nelle successive missioni all’estero precedenti all’entrata in vigore della legge n. 6/2002, tanto che negli atti normativi con cui sono state decise tali missioni, è stata espressamente prevista l’applicabilità del codice penale militare di pace in sostituzione di quello di guerra.  Nel 2002, all’atto della missione in Iraq (Enduring freedom), fu espressamente prevista l’applicazione del codice penale militare di guerra, dopo averlo emendato di talune norme palesemente incostituzionali quali la previsione della pena di morte ed il potere di bando del comandante militare. Successivamente, tuttavia, per la stessa missione fu disposta l’applicazione del codice penale militare di pace in deroga alla nuova formulazione dell’art. 9 c.p.m.p..